Il potere afrodisiaco della rucola o rughetta era molto noto agli antichi. I Romani, che ne consumavano anche i semi, le attribuivano qualità magiche e la utilizzavano nei filtri amorosi, ritenendola il più potente tra gli afrodisiaci. La sua coltivazione era spesso effettuata nei terreni che ospitavano le statue falliche erette in onore di Priapo, dio della virilità.

Ovidio nella Ars Amatoria la chiamava “eruca salax” o “herba salax” cioè erba lussuriosa, sconsigliata in caso di delusioni d’amore. Columella sosteneva: “l’eruca eccita a Venere i mariti pigri”. Plinio asseriva: “si ritiene che il desiderio del coito sia stimolato anche dai cibi, come l’eruca…”. 

Discoride, medico greco, affermava che mangiata cruda in abbondanza “destava Venere”. 

Nel medioevo era proibito coltivarla nei monasteri in quanto considerata un potente eccitante. Anche durante il Rinascimento si scrisse sugli effetti afrodisiaci della rucola, e l’erborista Matthias de Lobel (XVI sec.) narrava di certi monaci che eccitati da un cordiale a base di rucola, abbandonarono il voto di castità.

Per saperne di più: http://www.taccuinistorici.it/ita/news/antica/aromi—spezie/rucola-o-ruchetta-erba-lussuriosa.html

INGREDIENTI:

  • 500 g di trito di pollo o tacchino
  • 2 uova
  • 2 cucchiaini di parmigiano
  • 1 mazzetto di rucola
  • 100 g di fesa di tacchino o prosciutto crudo
  • Cubetti di scamorza affumicata q.b.
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • pangrattato integrale q.b.
  • sale
  • pepe

PROCEDIMENTO:

Sbattete le uova con il parmigiano, sale, pepe; unite la carne macinata, 2 cucchiaio di pangrattato, la rucola spezzettata. Amalgamate bene il tutto. Tagliuzzate anche la fesa e la scamorza a dadini. Ponete al centro un cubetto di scamorza e un pezzettino di fesa e formate la polpetta aggiungete un altro po’ di impasto. Ungetevi le mani con l’olio e passate le polpette nel pangrattato. Infornate a 180° per 15/20 minuti, girandole di tanto in tanto.